
La logistica italiana si trova oggi in un paradosso sempre più evidente: gli imprenditori denunciano la difficoltà di reperire personale, mentre i lavoratori segnalano condizioni contrattuali e salariali non sostenibili.
Secondo i dati delle associazioni di categoria, mancano migliaia di addetti per coprire ruoli fondamentali nei magazzini, nella movimentazione merci e nelle pulizie industriali. Una carenza che rischia di mettere sotto pressione l’intero sistema e di far lievitare ulteriormente i costi operativi.
Dal lato opposto, i lavoratori lamentano turni pesanti, mansioni ripetitive e stipendi bassi rispetto alla fatica richiesta. Non sorprende, quindi, che il settore fatichi ad attrarre nuove risorse, soprattutto tra i più giovani, sempre meno propensi a scegliere lavori usuranti senza prospettive di crescita.
Dati alla mano…
Basta dare uno sguardo a questi indicatori per comprendere la situazione in modo più approfondito:
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L’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” – Politecnico di Milano
ha evidenziato che, nonostante oltre 4,6 milioni di ricerche di candidati, ben 800.000 posizioni legate alla logistica restano scoperte. Inoltre, oggi il 40 % delle figure richieste è considerato di difficile reperibilità (era il 27 % tre anni fa) -
Sistema Excelsior – Unioncamere / Ministero del Lavoro
secondo il bollettino di luglio 2025, il settore trasporto, logistica e magazzinaggio prevede oltre 102.000 ingressi nel trimestre luglio–settembre, ma la difficoltà di reperimento si attesta al 45,4 %, con una situazione altrettanto critica nella logistica.
Inoltre, il bollettino di giugno 2025 stima 99.400 nuove assunzioni previste nel trimestre giugno–agosto 2025, con 37.350 opportunità solo a giugno, concentrate in magazzinaggio e autotrasporto. -
Unioncamere (dati 2024)
rileva che nel 2024 erano previste oltre 377.000 entrate nel comparto logistico, pari al 12 % del totale nazionale. Tuttavia, circa il 43 % delle aziende incontrava difficoltà nel reperire figure qualificate -
Associazione ANSI / Contract Logistics (Politecnico di Milano)
in un’analisi precedente quantificava in oltre 60.000 i lavoratori mancanti rispetto alle esigenze correnti delle imprese logistico‑distributive. Circa il 75 % dei fornitori di servizi logistici è sottodimensionato, con una partecipazione femminile ridotta (20,4 %).
Ci si consola col fatto che il problema non riguarda solo l’Italia: in tutta Europa la logistica vive lo stesso squilibrio. Ma mentre imprenditori e lavoratori si rimbalzano le responsabilità, una possibile via d’uscita si sta già delineando e riguarda il come sta cambiando il settore della pulizia industriale.
L’automazione collaborativa offre il suo contributo
Ormai si fa un gran parlare di automazione collaborativa.
I sistemi AMR di Tennant possono supportare il lavoro nei grandi spazi industriali, garantendo pulizia e sicurezza senza gravare sul personale.
A tal proposito vedi sul sito di ISC le caratteristiche.
Il vero vantaggio dell’automazione collaborativa nelle pulizie industriali sta nella capacità di ottimizzare tempi e risorse, trasformando un’attività tradizionalmente percepita come costosa e poco qualificata in un processo ad alto valore aggiunto.
I cobot non sostituiscono l’uomo, ma lo affiancano nelle mansioni più ripetitive e faticose, permettendo al personale di concentrarsi su compiti più complessi e mirati, come la sanificazione di aree sensibili o la gestione di situazioni impreviste. In questo modo si ottiene un duplice beneficio: da un lato, le aziende possono contare su standard di igiene costanti e misurabili, dall’altro i lavoratori vedono alleggerito il carico fisico e migliorata la qualità del proprio lavoro.
L’obiettivo infatti non è mai sostituire le persone, ma ridisegnare l’organizzazione del lavoro: togliere agli operatori il peso di compiti logoranti e lasciare loro la gestione delle attività più complesse e strategiche.
Non dimentichiamo che per la logistica tutta, efficienza e affidabilità sono determinanti e le macchine autonome non rappresentano soltanto un investimento tecnologico ma una risposta concreta a una crisi strutturale.
Un modo per costruire un nuovo equilibrio tra esigenze imprenditoriali e condizioni dei lavoratori, senza sacrificare né la qualità del servizio né il lavoro delle persone,
La transizione verso la pulizia autonoma non è più un esperimento, ma una realtà concreta per molte imprese della logistica. I cobot non solo alleggeriscono il peso del lavoro umano, ma rappresentano anche un tassello fondamentale di quella trasformazione digitale e organizzativa che oggi il settore reclama con forza.
In questo percorso, realtà come ISC portano un know-how maturato in anni di esperienza, traducendo l’innovazione in soluzioni pratiche e già operative.
Per approfondire come l’automazione collaborativa possa migliorare efficienza, sicurezza e sostenibilità nelle pulizie industriali, puoi scoprire di più qui
























