
La fotografia del mercato del lavoro di novembre 2025, secondo le elaborazioni del Sistema Informativo Excelsior, mostra un rallentamento complessivo della domanda, ma non spegne la necessità di competenze nei settori che tengono in movimento il Paese.
La logistica continua a giocare un ruolo importante, sia per la continuità delle filiere sia per la tenuta del commercio elettronico, che resta uno dei motori principali della domanda di servizi di trasporto e magazzino.
La domanda è alta: 32.330 assunzioni in un solo mese
A novembre 2025 le imprese del trasporto merci, del magazzinaggio e della logistica prevedono 32.330 inserimenti, che salgono a 90mila nel trimestre novembre 2025–gennaio 2026. In altre parole, circa il 7,3% di tutta la domanda del mercato del lavoro arriva da questo comparto, che continua ad assorbire figure operative indispensabili all’equilibrio delle catene distributive.
La logistica si conferma inoltre uno dei settori con la più forte presenza di manodopera straniera: il 27% degli ingressi programmati sarà coperto da lavoratori non italiani, una quota tra le più alte nei servizi.
Oltre il settore: la logistica interna alle imprese pesa il 13% delle assunzioni
Se si allarga lo sguardo all’insieme delle attività logistiche svolte all’interno di qualsiasi azienda – non solo quelle specializzate – il peso del comparto cresce ulteriormente. Sono 56.350 le entrate previste legate alla logistica nel sistema produttivo nel suo complesso.
Trasporti e distribuzione assorbono 41.450 inserimenti, mentre le attività di movimentazione interna e gestione degli approvvigionamenti generano 14.900 assunzioni.
È una conferma della centralità di tutto ciò che ruota attorno ai flussi fisici delle merci, in un contesto in cui il rallentamento di alcuni comparti non sembra intaccare in modo rilevante l’intensità operativa dei magazzini.
I profili più ricercati: autotrasportatori e magazzinieri
La domanda riguarda soprattutto figure operative, quelle che ogni giorno garantiscono che le merci arrivino dove devono arrivare. Al primo posto ci sono gli autotrasportatori merci, con 12.390 assunzioni previste, seguiti dagli addetti alla movimentazione che lavorano nei magazzini, pari a 10.820 unità.
Il fabbisogno include poi 4.410 conducenti di furgoni, 1.780 carrellisti specializzati nella conduzione di carrelli elevatori e 1.820 addetti alla gestione logistica di magazzino.
Tutte figure che rispecchiano la necessità crescente di mantenere attive e ben organizzate le operazioni di trasporto su gomma, stoccaggio, preparazione ordini e movimentazione interna.
La difficoltà di reperimento nella logistica supera il 50%
Accanto alla domanda elevata, emerge un tema sempre più urgente: la scarsità di candidati. Nel settore della logistica, le difficoltà di reperimento non solo restano sopra la media nazionale, ma in alcuni profili risultano addirittura critiche.
Per i conduttori di veicoli a motore, la difficoltà raggiunge il 50,3%, con un preoccupante 35,2% dovuto all’assenza di candidature.
La situazione peggiora per i conduttori di macchine per il sollevamento e la movimentazione, dove la difficoltà sale al 56,1%. La richiesta di esperienza pesa: quasi la metà delle aziende (49,7%) richiede competenze pregresse specifiche, rendendo più complesso l’ingresso di nuovi lavoratori.
Più gestibile la ricerca di profili amministrativi, dove il tasso di difficoltà si ferma al 28,7%, mentre il personale non qualificato per lo spostamento e la consegna delle merci presenta una criticità del 26,3%.
Un settore nevralgico che cerca risposte
L’immagine che emerge è quella di un comparto che continua a sostenere la crescita del sistema produttivo, ma che deve fare i conti con una carenza strutturale di competenze. La logistica italiana sta cercando professionisti che non si trovano con facilità, mentre i volumi del commercio elettronico e le nuove esigenze delle filiere richiedono forza lavoro formata, certificata e subito operativa.
Il tema non riguarda solo il numero delle persone disponibili, ma anche l’adeguatezza delle competenze, l’attrattività delle professioni e la capacità delle aziende di investire nella formazione. Una sfida che rimarrà centrale nei prossimi mesi, soprattutto in un settore in cui ogni ritardo, ogni mancanza e ogni inefficienza ha un impatto immediato sui flussi dell’economia reale.
La logistica, ancora una volta, si conferma uno degli snodi vitali dell’Italia produttiva — un settore che tiene insieme le filiere, ma che oggi più che mai ha bisogno di nuove energie per continuare a fare da motore invisibile del Paese.




















