
Il MADE Competence Center aiuta le aziende anche a identificare le sfide, superare gli ostacoli e implementare soluzioni che possano potenziare la loro competitività, accompagnandole verso un futuro alla loro portata.
La manifattura italiana è sotto pressione e dinamiche di mercato cambiano rapidamente. La concorrenza è serrata ed i bisogni dei clienti si evolvono di continuo. Il cammino verso la fabbrica del futuro è impegnativo e queste sono le sfide più pressanti con le quali le organizzazioni devono fare i conti.
Cosa aspettarsi quindi da Industry 2030? Cosa aspettarsi dalla fabbrica del futuro?
Le 7 sfide più pressanti per le aziende
Le sfide più pressanti per le quali le aziende sono chiamate a trovare soluzioni sono:
- Le nuove regolamentazioni a livello europeo
ne sono un esempio gli accordi sul clima, l’AI Act ed altre, che impongono adeguamenti rapidi che si traducono in un onere extra per le imprese - Riduzione dei costi
Le imprese sono alla ricerca della formula perfetta per ridurre i costi di produzione e le inefficienze, senza impattare sulla qualità - Time to market
I mercati sono in continua e rapida evoluzione, chiedono risposte veloci e un’innovazione continua; per questo il time to market è una delle sfide più critiche - Inflazione
L’inflazione e il costante aumento dei tassi di interesse aumentano il costo del denaro con cui finanziare l’innovazione - Personalizzazione
Il soddisfacimento delle esigenze individuali è la chiave del successo ma non deve pregiudicare i costi. L’obiettivo è l’equilibrio tra personalizzazione ed efficienza - Adattamento e flessibilità
I mercati impongono un’estrema capacità di adattamento rispetto a fluttuazioni improvvise, nuovi trend, bisogni ed eventi imprevisti, disruption supply chain - Sostenibilità
Consumatori, investitori e regolatori richiedono a gran voce processi eco-sostenibili, l’ottimizzazione delle risorse e la riduzione dell’impatto ambientale.
Un altro grande scoglio: il reperimento delle risorse
La stima relativa allo skill shortage del comparto manifatturiero americano nel 2030 (Deloitte) parla di 2.1 milioni di posti vacanti.
Inoltre, la carenza di skill alla base delle nuove professioni e gli scarsi investimenti in formazione rendono complesso, se non impossibile, attuare un percorso di digitalizzazione pervasiva e quindi vincere le sfide poste dai mercati.
Questa mancanza di competenze, che riguarda sia le professioni tradizionali che quelle emergenti legate alla digitalizzazione, rappresenta un serio impedimento all’attuazione di un processo di trasformazione digitale completo ed efficace. La carenza di figure professionali in grado di gestire e sfruttare al meglio le tecnologie digitali rende difficile, se non impossibile, cogliere appieno i benefici offerti dalla digitalizzazione e affrontare le sfide poste dai mercati in continua evoluzione.
Per superare questo ostacolo, è fondamentale investire in modo significativo nella formazione e nello sviluppo delle competenze dei lavoratori. Sarà necessario creare percorsi formativi mirati e adatti alle esigenze specifiche del settore, in modo da colmare il gap tra le competenze richieste dalle nuove professioni digitali e quelle effettivamente possedute dalla forza lavoro.
Perché solo attraverso un impegno concreto nella formazione e nello sviluppo delle competenze sarà possibile garantire la transizione digitale del settore manifatturiero e renderlo competitivo nel panorama globale.
Leggi anche:
8 aziende su 10 non trovano candidati qualificati: mancano le competenze!























